Remember remember..to plant the lavender


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La primavera è da poco arrivata e non c’è periodo migliore per riprendere (semmai l’aveste perso) il contatto con la natura..e perché no, darsi al giardinaggio.
È anche il periodo migliore per piantare della lavanda in un vaso, sul balcone, in giardino (comunque se abitate in una zona dal clima mite potete farlo anche in autunno).

Una pianta resistente (cresce anche in terreni molto aridi) che ha bisogno di poche, ma ben precise accortezze: spazio (non che diventi una sequoia, ma non mettetela in un angolino se volete che cresca tanto e bene), sole e terreno ben drenato.
Le modalità e le specifiche tempistiche per piantarla variano leggermente a seconda che decidiate di incominciare dai semi (e in questo caso vi dovete armare di pazienza, insomma, non pensiate di svegliarvi il giorno dopo e trovare già un fitto cespuglio), dalle talee o da piantine già sapientemente svezzate da terzi.
Il suo mantenimento si addice anche alla persona più sciagurata, in quanto l’innaffiatura va praticata di rado, solo a terreno molto secco, perché, come dicevo, questa cara piantina soffre in terreni troppo umidi e stagnanti.

Il suo impiego, poi, trova applicazione in vari campi, può dare quindi molte soddisfazioni.
L’uso più basico e diffuso consiste nel raccogliere i fiori quando non sono ancora sbocciati e lasciarli seccare al sole, per poi riporli a profumare tiretti, armadi o ambienti.
Tempo fa ho letto anche di qualcuno che consigliava di tenerne alcuni ramoscelli secchi(o boccioli essiccati in un sacchettino, fate voi) vicino al cuscino per conciliare un sonno sereno, più tardi ho scoperto che questo celestiale profumo allontana anche le zanzare,..ad oggi il mio letto è protetto da due ‘guardiani’ di lavanda! Funziona!
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Progredendo col livello di difficoltà potete cimentarvi in decotti, uno rilassante ad esempio, basta una tazza d’acqua bollente e un cucchiaio di fiori secchi. Per un sapore migliore la potete sperimentare in abbinamento ad altri elementi.
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Se siete più bravi potete profumarci delle saponette fatte in casa, o addirittura estrarre l’olio di lavanda, ma la questione si fa più complicata.
Per quanto mi riguarda legarne delle fascette e usarle come abbellimento e profumatore d’ambiente è già appagante.
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Altro esperimento da fare: la tintura dei tessuti.
Sì fanno bollire in acqua 80 grammi di fiori per ogni etto di stoffa da colorare e si lascia riposare (se riuscite ad aspettare meglio anche un giorno). Nel mentre bisogna pretrattare il tessuto (ovviamente naturale, altrimenti potreste ripetere la procedura all’infinito senza risultati) in una miscela o di acqua e aceto o acqua e sale. Infine, mettere a bagno la stoffa nel pentolone e far arrivare di nuovo ad ebollizione.

Insomma, oltre ricordarvi di piantarla, ricordatevi che ha proprietà cicatrizzanti (anticamente oltre che per profumare l’acqua da bagno, si usava sulle ferite), analgesiche, antisettiche e antibiotiche (ottima alleata contro influenza, tosse, raffreddore etc), può alleviare i dolori muscolari e reumatici, ha un’azione diuretica, allontana gli insetti e allevia il fastidio in caso di punture o di eritemi da medusa.
Pare che un tempo la usassero anche contro nausea, singhiozzo (singhiozzo??) e dolori intestinali.
Detto questo fatene buon uso e non improvvisatevi erboristi più del consentito, mi raccomando!

Edited by Francesca Delle Monache

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