Paris Haute Couture: Valentino e la sua Alta Moda onirica.


Nella splendida cornice del Hotel Salomon De Rothschild, nel penultimo giorno di sfilate a Parigi, precisamente il 22 gennaio, la moda parigina si è fermata per ammirare l’arte assoluta dell’Haute Couture firmata Valentino.

Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, dal 2008 Direttori Creativi della maison, si confermano di volta in volta un binomio vincente, presentano una collezione dai tratti teatrali, difatti la passione per il teatro è palpabile, già perfettamente osservata nella collezione prêt-à-porter, dove i due designer si sono lasciati ispirare dall’Opera di Roma e anche nell’Haute Couture il richiamo teatrale è fortemente presente, una presenza che si palesa sulle note della Traviata di Verdi che accompagna l’abito d’apertura, un abito che ripropone lo spartito musicale dell’opera stampato sulla trasparente gonna ampia. La Chiuri e il Piccioli raccontano una teatralità lontana da quella che siamo abituati ad ascoltare e a conoscere, la teatralità dai finali drammatici lasciano il posto ai finali da favola, con giardini incantati come l’abito con la riproduzione di Adamo ed Eva circondati da un paradiso perfetto, eterno e mai punitivo. Tra le ispirazioni non solo la Traviata, ma anche La Bohème di Puccini e la Carmen di Bizet, con creazioni delicate fatte di tulle, ricami, decorazioni e applicazioni di fiori e farfalle che oscillano leggiadre ad ogni accenno di movimento. La donna Valentino è una donna delicata che indossa mini dress in tulle, che ricordano i tutu delle ballerine, con orli che adottano la tecnica del non finito. Le farfalle e i motivi floreali, successivamente, lasciano la scena a leoni, scimmie e serpenti ricamati, immersi in scenari selvaggi dove anche i colori si fanno più forti. Ad abiti così ricchi si alternano creazioni semplici come le tuniche con profonde scollature nella parte posteriore, il tutto sapientemente unito dal mood costante, dalla palette dei colori della terra e dal lavoro minuzioso realizzato dagli abili artigiani dell’atelier, che per realizzare un abito della collezione hanno impiegato dalle mille alle duemila ore. Le lunghezze dei cinquantacinque abiti oscillano dalle mini al sopra al ginocchio, passando per i lunghi totali, con tessuti come la seta, il cachemire e il tulle impreziositi da piume e cristalli; unico accessorio portato sulla catwalk, realizzata da Maurizio Varamo del Teatro dell’Opera di Roma, i décollettés dal tacco alto in pelle di struzzo.

Le creazioni da sogno, le favole a lieto fine, paesaggi bucolici dalle caratteristiche magiche e la musica si fondono insieme per dare vita o, magari, per risvegliare un immaginario vivo nel mondo onirico dove anche gli elefanti hanno unghie laccate di rosso.

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Edited by Silvia Berardi

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