Quando il revival incontra il futurismo


Gennaio e febbraio sono mesi importanti per il mondo della moda: le fashion weeks lanciano le nuove tendenze per l’inverno successivo, i negozi sembrano dimenticarsi che fuori è ancora inverno e già riempiono le vetrine con i look primaverili e noi comuni mortali, con un po’ di furbizia, possiamo approfittare dei fine saldi per rimpinguare il nostro guardaroba primavera/estate.

Io, per voi, ho già cominciato a dare un’occhiata a quello che la moda londinese ci riserverà per la prossima primavera e ciò che più mi è balzato agli occhi è stato il prepotente ritorno di una moda ispirata, senza troppe remore, ai mitici anni Ottanta.

Degli anni Ottanta ce ne eravamo già occupati parlando di cultura punk e grunge ma quel decennio è stato molto, ma molto, di più.

Molti li ricordano come “gli anni d’oro”, un periodo in cui si poteva tutto, in cui l’american dream, il sogno di diventare qualcuno a prescindere dalle proprie origini, era non solo possibile ma esteso su scala globale.

Sono gli anni di Wall Street, che non è solo il titolo del celeberrimo film di Oliver Stone che racconta in maniera disincantata il monod dell’alta finanza, ma anche l’icona, il simbolo della nuova economia capitalistica che avanza.

New York viene incoronata centro del mondo dove giocare in borsa non è un lavoro ma uno sport nazionale, dove se sai giocare bene le tue carte puoi fare più soldi di quanti riuscirai a spenderne in una vita intera, dove gli scrupoli e il fair play sono considerati retrò.

Come tutti i grandi mutamenti storici anche la moda si adatta alle nuove esigenze culturali e sociali.

Da un lato si diffonde il concetto di griffe come status symbol, l’abito è il biglietto da visita primario dell’uomo in carriera e, per questo, deve essere assolutamente impeccabile. E colui che meglio di chiunque altro nel mondo della moda riesce a incontrare perfettamente i nuovi gusti è Giorgio Armani che con le sue giacche destrutturate e i suoi colori mai sopra le righe diverrà il re incontrastato dell’alta moda.

Ma questi sono anche gli anni della musica punk, pop, new wave che lanciano icone quali Simon Lebon dei Duran Duran, Madonna, Prince, Freddie Mercury e i Guns and Roses.

La moda a cui si ispirano figure come Madonna o Blondie ha poco a che vedere con l’haute couture perchè nasce dal riciclo, dalla creatività, dalla provocazione.

Sicuramente riprenderò in molti altri pezzi l’argomento “moda anni Ottanta” ma per adesso iniziamo con due cose che non dovranno assolutamente mancare nel vostro prossimo guardaroba primavera/estate 2014: neoprene e colori chocking.

Detti così posso capire che non suonino proprio come qualcosa di invitante né, tanto meno, di mettibile ma spero che dopo alcune delle mie proposte cambierete idea.

Cominciamo col neoprene, questo tessuto tecnico usato per abbigliamento sportivo subacqueo, è stato per la prima volta audacemente utilizzato per le produzioni haute couture dalla maison Balenciaga che ne aveva fatto il tessuto principale per giacche e cappotti adattandosi perfettamente allo stile geometrico e pulito del marchio made in Paris.

Già spuntato fra le collezioni invernali delle catene low cost come Zara, il neoprene sarà assolutamente il must have per la prossima stagione, imperdonabile non possedere almeno un capo in questo tessuto.

Ma se l’uso del neoprene nella moda è cosa relativamente recente cosa centrano gli anni Ottanta?

Detto fatto. Prima di tutto, come già ribadito, la moda anni Ottanta a cui ci ispiriamo noi è quella audace, contro tenedenza  e originale delle icone pop di quel periodo perciò l’uso di un tessuto improbabile per l’abbigliamento di tutti i giorni rientra perfettamente nello stile provocatorio di quegli anni.

Secondo, laddove c’è questo tessuto troviamo solitamente colori fluorescenti e chocking che più anni Ottanta di così non si può.

Il top in neoprene con stampa a bocche di H&M e pencil skirt abbinata hanno già conquistato il mio cuore, ma se proprio volete esagerare allora rivolgete la vostra attenzione ai brand Hype e Jaded.

Queste due maison, entrambe rigorosamente made in London, hanno fatto del neoprene il filo conduttore delle loro nuove collezioni primaverili, non risparmiando nemmeno su fantasie e colori.

Certamente non sono economiche come H&M o Forever21 ma, sicuramente, una loro creazione, che sia una felpa o un tubino, non passeranno inosservati dandovi quel tocco di perfetto revival ma rivisitato in chiave moderna e surrealista.

Come vi ripeto sempre, non abbiate paura di osare, un tessuto improbabile merita una stampa atrettanto improbabile e nei negozi ben presto ne vedremo delle belle.

Così, parafrasando una famosa canzone di quegli anni, “girls have fun!!” e sbizzarritevi coi colori.

hype image (1) image jadedlondon magliaboccheh&m magliaH&m

Edited by Beatrice Gerardi

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