Miss Pencil Skirt


Introdotta da Dior negli anni Quaranta e divenuta iconica grazie alla diva Marilyn Monroe la pencil skirt è stata da sempre un simbolo di eleganza e femminilità.

Inizialmente era stata pensata dallo stilista francese come una castigata alternativa all’altra sua celeberrima creazione dello stesso periodo: la gonna-corolla (vedi articolo sulle sottogonne).

La versione originale partiva, infatti, da sotto il seno avvolgendo perfettamente la silhuette femminile quasi fino alle caviglie.

Sebbene apparentemente piuttosto austera, Marilyn Monroe riuscì a conferirle quella sensualità che solo lei possedeva e a renderla un’icona sexy a sua volta.

Per la sua stessa conformazione, stretta e lunga, la pencil skirt conferiva all’attrice quell’andatura ancheggiante da gatta che l’ha resa celebre e che la rendeva assolutamente irresistibile anche con il più castigato dei look.

Ma il fascino di questo indumento sembrò morire assieme alla sfortunata attrice hollywoodiana e per molti decenni è finita nel dimenticatoio.

Ma ci sono cose che non potranno mai andare perdute del tutto e prima o poi verranno riportate a nuova vita.

I primi a riprendere in considerazione la pencil skirt sono stati gli stilisti Dolce e Gabbana che, oramai da qualche anno, vengono ispirati nelle loro creazioni dalla Sicilia degli anni Quaranta riprendendo tutto quel look austero fatto di neri, tailleur e damascati.

Esattamente come era accaduto con Marilyn, anche in questo caso, a smorzare i toni e a rendere anche il più castigato dei completi terribilmente sensuale delle testimonial di eccezione e icone sexy dei nostri anni quali Scarlett Johansson e Monica Bellucci.

Ma l’ispirazione per la stagione primaverile alle porte non viene solo dagli anni Quaranta ma anche dai mitici Ottanta che, come nello stile di quel decennio, ha destrutturato e dissacrato questo capo iconico.

Basta con gonne sartoriali, sexy per carità ma poco adatte a ragazze giovani sui venti-trent’anni che non abbiano già un lavoro d’ufficio,  ora la pencil skirt è fatta di maglina, neoprene o cotone elasticizzato. Anche il colore si ispira agli anni Ottanta proponendo fantasie e tinte chock.

Le lunghezze sono variabili: Topshop, ad esempio, si ispira completamente all’originale proponendo una misura a metà polpaccio mentre Forever21 la accorcia fino al ginocchio.

Avendo la vita molto alta, che slancia e smagrisce, la pencil skirt è un capo adatto più o meno a qualsiasi tipo di figura chiaramente sempre rispettando alcune regole generali.

Ad esempio diciamo subito che il modello originale (stretta e lunga fino a metà polpaccio) andrà bene su figure davvero molto slanciate e magre (non al di sotto del 1.70m).

Ma per quelle che come me, Merilyn e Scarlett Johansson non raggiungono certe altezze, hanno una statura nella media (intorno al 1.65m ma va bene anche meno) e non vogliono proprio rinunciare a sentirsi una diva d’altri tempi lo stesso modello può andare bene se indossato con un paio di tacchi vertiginosi.

Io ho optato per la versione più corta che slancia perfettamete grazie alla vita alta e l’ho abbinata con un paio di creepers o di boots DrMartens.

Magari un tale abbinamento avrebbe fatto rabbrivvidire i cari Dior e Merilyn ma quando indosso capi iconici come questi credo che sia giusto rivisitarli, contestualizzarli e adattarli alla propria personalità per evitare di venirne completamente sopraffatti.

Il rischio è, infatti, quello di assomigliare a una brutta copia dell’epoca a cui il capo appartiene. Nel caso specifico della pencil skirt il look anni Quaranta andrà benissimo per Dita Von Teese o al Summer Jamboree (Festival dedicato agli anni Quaranta e Cinquanta che si svolge tutte le estati nelle Marche) ma è certamente poco adatto alla vita di tutti i giorni…persino in una città come Londra!!

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Edited by Beatrice Gerardi

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