Parka vs Eskimo


Eterna lotta tra bene e male oppure questi due capi sono strettamente collegati tra loro? Esiste davvero una scelta più giusta dell’altra che dobbiamo effettuare o è, come sempre, questione di sfumature e gusti?

Pensateci bene: riuscireste a decidervi se sia meglio Jimmy Choo o Manolo Blanik, Hermes o Chanel, la pizza o la pasta??!!Assolutamente no!

Nn c’è una risposta unica, inequivocabile e, francamente, quest’anno non abbiamo proprio bisogno di scegliere dato che vanno di moda sia questo che quello rendendoli davvero alla portata di tutti i gusti.

Vediamone pregi e difetti, similitudini e differenze e cerchiamo di capire da dove nasce il fascino che da sempre questi due capi spalla hanno esercitato e continuano ad esercitare sulle giovani generazioni, e non solo, e che li portano ciclicamente all’attenzione delle case di moda.

Il parka è un indumento che affonda le sue radici nella preistoria quando, costituito da pellicce di animali e pelle di salmone, veniva usato dalle tribù del circolo polare artico come protezione contro il freddo.

Il nome deriva dal russo e ben presto, proprio per la sua resistenza a bassissime temperature, viene rivisitato in chiave più moderna e adottato dai soldati americani durante la Seconda Guerra Mondiale.

Non più fatto di pelli animali ma di poliestere, lana e materiali tecnici che lo rendevano ugualmente impermeabile e termico viene poi prodotto da Refrigiwear per gli operai che lavoravano all’interno delle celle frigorifere del Meatpacking District di New York.

Nel frattempo, in Inghilterra, diviene capo iconico per le nuove generazioni dette Mod.

Si trattava di giovani rampolli alla moda che si aggiravano per le strade di Londra in vespa e scooter e che avevano bisogno di un giubbotto che li proteggesse dal freddo e dalla pioggia e che, al contempo, non stonasse con il loro stile ricercato.

Viene sdoganato definitivamente durante il corso degli anni Novanta quando, riportato in voga prima da gruppi grunge come Nirvana e Pearl Jem poi dagli Oasis, diviene il capo simbolo dei giovani ribelli.

I due fratelli Gallagher, Liam e Noel, che inseme formavano gli Oasis erano un pò i bad boys del pop britannico e tanto ai concerti quanto nei loro video più famosi non rinunciavano mai al loro parka.

Liam, addirittura, attorno a questo capo reso da loro stessi iconico, ha costruito una propria linea di abbigliamento, Pretty Green,  il cui negozio, qualora voleste farci una capatina, si trova niente di meno che in una delle vie dello shopping alternativo cool di Londra, Carnaby Street.

Oggi il parka è stato sicuramente ingentilito rispetto alle sue origini in modo tale da renderlo altamente glamourous anche per noi ragazze che, spesso, d’inverno ci troviamo a dover scegliere tra il comfort di un caldo, ma molto poco fashion, piumino e l’eleganza, poco pratica nelle gelide notti invernali, dei cappotti.

Il parka, com’è stato presentato da diversi brand per questa stagione invernale, potrebbe rappresentare una buona via di mezzo a questo eterno divario.

Tally Weijl, ad esempio, ha proposto il parka non con il classico interno imbottito o di pelo di montone ma con una simpatica eco pelliccia leopardata richiamando, così, un altro grande trand di stagione.

Non mi dispiacciono affatto nemmeno i giacconi proposti da Zara, super cozy, super larghi, con interno in eco montone e cappuccio bordato di pelliccia.

Nonostante così facendo mi attirerò le ire di tutti gli animalisti del pianeta, il mio consiglio resta comunque quello di scegliere un parka con l’interno di pelo vero onde evitare quegli effetti orribili da cane spelacchiato che mi è capitato di vedere in più di un negozio o addosso a qualche ragazza.

Se, giustamente, siete contrari alle pellicce vere allora la soluzione migliore potrebbe essere cercare qualcosa di semplicemente imbottito oppure ripiegare su un’eco pelliccia leopardata come per la giacca proposta da Tally che evita  quel terribile effetto “finto che vuole sembrare vero” citato poco sopra.

Il dilemma però rimane: parka o eskimo?? Analizziamo anche il secondo e poi cerchiamo di trarre delle conclusioni.

Le origini e le caratteristiche dell’eskimo lo rendono un parente molto, ma molto stretto, del parka. Anche l’eskimo, infatti, prende il nome dalle popolazioni eschimesi che lo indossavano per proteggersi dal freddo polare ed, esattamente come il parka, nasce composto da imbottitura di pelliccia, materiale impermeabile, cappuccio e tasche laterali.

Rispetto al parka, però, diviene famoso esclusivamente come indumento simbolo delle giovani generazioni di contestatori del ’68 che usavano indossarlo durante le manifestazioni nelle piazze e nelle strade.

Come il parka e più del parka, l’eskimo ha da sempre significato voglia di ribellione, di libertà, di rifiuto delle convenzioni dettate dalle istituzioni e dalla moda.

Proprio la moda ha dovuto arrendersi negli ultimi anni e riportare alla ribalta questo giaccone tentando di fargli perdere quella connotazione politica che lo ha da sempre caratterizzato e che, però, fa parte del suo eterno fascino.

Ma ci sono cose che per quanto cerchiamo di cambiarle non perderanno mai il loro significato e l’eskimo è una di queste.

Nonostante le molteplici rivisitazioni la migliore versione resta sempre l’originale Barbour senza cappuccio.

Questa giacca in tela cerata oggi la possiamo ripescare in qualsiasi mercatino o negozio vintage di Londra per 50£.

Sia per il parka che per l’eskimo i colori sono essenzialmente due: blu notte o verde militare.

Personalmente io preferirei il verde perché lo trovo molto più versatile ma devo dire che ho visto in giro anche qualche gradazione di blu che non sembrava per nulla male.

Il parka più dell’eskimo è stato rivisitato in chiave femminile quindi se cercate qualcosa di leggermente più cool forse dovreste rivolgere le vostre attenzioni a questo ma non dimenticate che si tratta pur sempre di capi iconici e che quindi non vanno nemmeno stravolti completamente ma presi nella loro forma più pura e poi, eventualmente, personalizzati da voi con spille di zirconi e coccarde oppure qualche cimelio vintage di Chanel che riesce sempre ad ingentilire anche l’abbigliamento più ribelle.

Come nella scelta tra pizza e pasta anche in questo caso sarebbe ingiusto dire quale tra i due giacconi sia meglio dell’altro essendo, per l’appunto, molto simili e soprattutto pietre miliari nella storia del costume.

In ogni caso, con i saldi, potete trovare quello che fa al caso vostro e magari togliervi lo sfizio con una minima spesa di avere un indumento simbolo nel vostro guardaroba.

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Edited by Beatrice Gerardi

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