Posh punk o new grunge?


cara-delevingne-photoshootIl quesito di oggi sorge spontaneo dopo un’attenta e prolungata osservazione della moda inglese di oggi.  Prima di tutto definiamo che cosa intendiamo quando parliamo di punk e grunge.

Il punk è un movimento culturale inglese sviluppatosi a Londra sul finire degli anni Settanta e divenuto più significativo nel corso del decennio successivo.

Quando parliamo di punk non dobbiamo limitarci al semplice stereotipo dei tipi bizzarri di Camden con i capelli alla moicana e piercing ovunque, si tratta di qualcosa di molto più profondo che ha  segnato significativamente anche il mondo del fashion.

Potremmo dire che gli iniziatori di questo genere siano state band maledette come i Sex Pistols o i Ramones che hanno non solo lanciato un nuovo modo di fare musica, meno melodica del pop anni Sessanta e molto più graffiante, ma anche un nuovo stile di abbigliamento.

Se i Beatles, i Rolling Stones o i Doors cantavano a una generazione che voleva solamente vivere secondo i principi new-age di “peace and love”, questi nuovi gruppi emergenti urlavano il nuovo stato di malessere giovanile derivante dal problema della disoccupazione, della vita difficile ai bordi delle grandi città industriali inglesi, della durissima politica britannica di Margaret Tatcher.

Abbandonate le faccie rassicuranti di Paul, John, Ringo e George, le nuove icone giovanili, ora, diventavano tipi poco raccomandabili come Sid Vicious e Johnny Rotten dei Sex Pistols, Lou Reed dei Velvet Underground o Joey Ramone dei Ramones, tanto per citarne alcuni.

Lo stile era inconfondibile, semplicemente arrabbiato, e lo esprimevano non solo attraverso la loro musica ma anche tramite i loro look e il loro stile di vita sempre al limite.

Fatta eccezione per alcuni di loro, la maggior parte sostituì i capelli lunghi da figli dei fiori con un taglio rasato molto più aggressivo. E aggressivi erano anche i loro vestiti: pantaloni strettissimi, strappati, tenuti insieme da migliaia di spille di sicurezza, una t-shirt sgualcita e ovviamente l’immancabile chiodo di pelle anch’esso solitamente altamente modificato e personalizzato con borchie, spilloni e toppe.

image (12)E cosa c’è di più aggressivo degli anfibi Dr martens? Queste scarpe nate per i soldati e i poliziotti diventarono ben presto parte della divisa anarchica punk rappresentando al meglio la voglia di “spaccare tutto” di questi non proprio bravi ragazzi.

Se la musica punk sembra essere stata un fenomeno piuttosto passeggero lo stesso non si può certo dire delle ripercussioni che essa ha avuto sul mondo della moda. Tra tutti una stilista che proprio ispirandosi al punk inglese ha costruito la sua fortuna è sicuramente la mitica Vivienne Westwood.

Il suo stile è semplicemente inconfondibile ed è quello che potremmo sicuramente definire come posh-punk. Esso racchiude in sé tutte le caratteristiche di cui abbiamo parlato (innovativo, creativo aggressivo, assolutamente british), aggiungendo quel tocco di haute cauture che lo rende  abbastanza chic da piacere alle mamme pur mantenendo quell’essenza di ribellione tale da continuare a vestire le cattive ragazze dei giorni nostri.

Dobbiamo spostarci ben oltre la manica per indagare invece le origini della corrente grunge.

Essa, infatti, prende forma negli Usa, per la precisione a Seattle, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta e anche le radici del grunge affondano nel terreno musicale.

Esattamente com’era stato per il punk, anche il grunge nasce da una sottocultura giovanile annoiata, insoddisfatta e arrabbiata e l’icona, che meglio di chiunque altro riesce ad incarnare tutto questo, è certamente il front-man dei Nirvana, Kurt Cobain.

Il suo look, sicuramente molto meno ricercato di quello punk, ne è sostanzialmente una diretta evoluzione ma molto più trasandato.

Ciò che caratterizza lo stile grunge sono poche semplici cose: jeans strappati, maglioni larghi e sformati, scarpe Converse e, ovviamente, gli immancabili camicioni scozzesi di flanella indossati sopra a tutto il resto o legati in vita.

Ma cos’hanno in comune questi due stili nati in mondi e periodi storici così differenti?

La prima risposta è anche la più ovvia: lo spirito di ribellione che li animava alle origini.

Entrambi come abbiamo visto nascono, prima di tutto, come espressione del malessere generale delle  giovani generazioni e uno dei modi che usano per farlo, oltre la musica, è proprio l’abbigliamento.

Il punk e il grunge possono essere visti come uno il proseguimento dell’altro e, in quanto tali, oggi li ritroviamo completamente mescolati per le strade delle nostre città. Persino a Camden i veri punk, quelli dell’mmaginario comune, sono ormai una specie in estinzione. Oggi il confine tra punk e grunge e tra questi e Haute Couture è diventato sempre più qualcosa di labile e indefinibile.

Altro punto di contatto tra i due stili è che entrambi, oggi, hanno perso quella connotazione di protesta e ribellione che avevano al principio. Il fatto che siano stati rilanciati in tempi recenti da icone glam come Cara Delevigne o, ancora prima, Kate Moss di certo li ha resi meno underground di un tempo.

Urban Outfitters, famosa catena di negozi made in UK, ha fatto di questo stile il suo marchio di riconoscimento

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Pur perdendo parte del loro fascino trasgressivo, punk e grunge restano pur sempre una scelta alternativa al main stream delle grandi griffe, in quanto, se c’è una caratteristiche che questi due generi hanno mantenuta intatta è l’originalità, il fatto che sta a noi e alla nostra creatività personalizzarli. E adesso che queste due correnti si sono unite possiamo lasciare la nostra fantasia a briglia sciolta e accoppiare il tartan del grunge alla pelle e alle borchie del punk per creare qualcosa che è solo nostro, diverso da chiunque altro. D’altronde non è forse la voglia di distinguersi, di essere diversi ad aver fatto da propulsore a questi due grandi movimenti?unendo capi nuovi e vintage, vestiti a prezzi contenuti e linee d’alta moda.

Edited by Beatrice Gerardi

 

 

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