TREND ALERT 2014/2015: DA UN PASSATO IBRIDO AD UN FUTURO RETRO


Qualità durevole e minimalismo active. Il passato reinventato nella moda che verrà.

La cultura digitale ha modificato le nostre relazioni interpersonali e temporali, facendoci giungere ad una nuova visione della moda, in chiave nostalgica. Viviamo in un epoca nella quale più volte ci sarà capitato di pensare che tutto quello che doveva e poteva essere inventato esiste già, perciò il segreto è re-inventare e re-mixare il passato, riscoprendolo ed imparando a ri-approcciarci ad esso, evitandone così la scomparsa in un era in cui la globalizzazione, fra i tanti vantaggi, presenta questo rischio.

Così l’arrivo della nuova stagione scandisce la tendenza: il glamour patinato ed il barocco moderno lasciano il posto a look focalizzati su pezzi essenziali, dai tagli e materiali meritevoli di durare nel tempo. Il mood austero prende il sopravvento, eliminando tutti gli orpelli ed i ghirigori non strettamente necessari. Si volge a vera funzionalità. Prima delle passerelle, è lo streetwear a rendere noto il trend: capi portabili, che aggiungano comfort e praticità al look, facendo capo ad una stratificazione semplice e spontanea. Lasciando emergere uno stile minimal, che riprende i volumi dagli anni ’60, ma li porta alla pulizia estrema. Resta a metà tra passato e futuro.

I materiali ritrovano il pregio nella loro qualità, che ripaga nella durata (ad esempio la lana, con il suo spessore caldo e rassicurante, nella quale avvolgersi). Seguono a ruota i colori, con un prepotente ritorno della scala dei neutri, dopo stagioni dei più abbaglianti fluo. La tendenza è, quindi, il ritorno ad un passato hi-tec che ci faccia sentire tutti collezionisti d’antan. E non solo grazie ad Instagram, che con i suoi filtri ci permette di ricreare album di foto in vecchio stile. L’industrializzazione estrema  ha rivelato un lato pericolosamente confusionario: si sente il bisogno di ri-visitare e di ri-approcciarsi al passato, come fonte di ispirazione, una maniera di immaginare il futuro disconoscendolo ed estrapolandolo dalla stessa storia che già si conosce.

Una forma di resistenza all’accelerazione del tempo, che avviene rivivendo gli oggetti del passato. Un passato che paradossalmente contribuisce al crearsi di idee tecno heritage e novità concettuali. La tendenza a riformattare il passato, come un modo di vivere i momenti del presente, senza il fascino del futuro, e rompere i codici del passato per ricrearli in modo migliore. Esplorando il fascino estetico di meccanismi e tecniche vecchio stile, si fa largo una visione della moda ad ampio raggio, che sfrutta il passato in chiave XXI° secolo. Esempi sono: Projecteo, il mini-proiettore di immagini Instagram, che ci trasporta nel mondo delle pellicole del passato. O la Fayton disegnata da Utkan Kiziltug: reminescenza elegante del XIX°  secolo, che sfrutta l’energia solare per funzionare. La nuova versione dell’orologio da taschino disegnato da Jason Fletcher per Maison Rémy Martin, che fa capo a tecniche innovative ma forme dal gusto retro, o le cuffie di Ultrasone, prodotte in Germania, che combinano qualità ipertecnologica in termini di sound alla pelle più morbida, di produzione Etiope.

Edited by Aglaia Restuccia

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