Maschera e parata: i retroscena piccanti della Moda


Pensiamo al sesso (sicuramente non chiedo uno sforzo immaginativo notevole!) e all’abbigliamento: sia l’uomo che la donna, per sentirsi desiderati e per provocare, in determinate occasioni indossano un certo tipo di abiti e accessori. Quando vogliamo provocare fantasie o far svoltare semplici serate in nottate piccanti, indossiamo qualcosa per comunicare: comunichiamo un istinto, quanto siamo desiderabili e sexy. E, soprattutto noi donne, lo facciamo usando colori, come il nero o il rosso, i pizzi, le trasparenze, le scollature, i tacchi vertiginosi: in questo modo parliamo di sesso. Dite che un pantalone o una semplice scarpa bassa non siano il massimo per comunicarlo? E invece, è dura anche qui da ammettere, vi sbagliate. Un banale pantalone o una semplice scarpa gridano sesso!

Lo afferma, addirittura nel lontano 1930, uno psicologo, Flügel, nel suo trattato Psicologia e abbigliamento in cui evidenzia i retroscena psicologici di ogni capo di abbigliamento e, da buon freudiano, in fondo, vede dietro alcuni capi di abbigliamento il sesso. Cosa vede in particolare? Il pene e la vagina. Flügel, da buon conoscitore del suo tempo, afferma che uomini e donne si vestono non più solo per proteggere il proprio corpo dalle intemperie, ma soprattutto per piacere, per godimento e sia gli uomini e che le donne ricercano alcuni abiti come quando ricercano il proprio partner per fare l’amore. E allora ci sarà il maschio che mette in evidenza la sua virilità con una cravatta, ad esempio, simbolo dell’organo maschile, o il suo istinto indossando una scarpa,  in cui penetra il piede, simboleggiante l’organo femminile.

Una donna, viceversa per comunicare la sua femminilità può indossare una giarrettiera, organo femminile, o dei pantaloni come organo maschile. In questo modo non solo affermiamo il nostro istinto di accoppiamento, ma mostriamo anche noi stessi, in una sorta di rituale di corteggiamento: l’uomo allora si pavoneggia mostrando il suo membro con certi tipi di cravatta, giocando con lunghezza e spessore, mentre la donna, secondo Lemoine-Luccioni (altro studioso che vede nell’abbigliamento il sesso) accetta il corteggiamento mostrando la sua mancanza del membro. In questo modo, il sesso nell’abbigliamento si risolve in una parata, per l’uomo, che mostra fiero il suo pene attraverso gli abiti, e in una maschera, in un travestimento, per la donna, che sopperisce alla mancanza naturale del pene con abiti che lo rappresentano, come cravatte e pantaloni. Attenzione quindi a voler apparire innocenti e puri, quando invece si indossano abiti tutt’altro che casti!

Edited by Chiara Betti

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