Paris Fashion Week: Karl dove ha nascosto Chanel?


Dal 24 settembre al 2 ottobre 2013 i riflettori e gli occhi di tutti gli addetti ai lavori, e non solo, sono stati rivolti, unicamente, sull’attesissima Paris Fashion Week. Le grandi maison del fashion system si sono alternate in queste nove giornate; giornate caratterizzate dal lusso dei preziosi ricami, dalle tendenze e nuove rivisitazioni, dall’eleganza infinita con reminiscenze teatrali, dalla raffinatezza della sofficità dei tessuti e da sfilate colme di ricordi che si concludono con struggenti addii. Tutto questo è il fashion, tutto questo è Paris Fashion Week!

Nonostante siano momenti in cui lo “scintillio” è assicurato, dove tutto è assolutamente definito con aggettivi positivi e nulla riuscirebbe a scalfire tanta beltà e perfezione, si è lì estasiati in un mondo parallelo dove capolavori senza tempo si susseguono, o almeno fino al 1° ottobre quando, purtroppo, a mio avviso, la magia si spezza lasciando il posto a una domanda:”Karl dove ha nascosto Chanel???“.

La collezione, spring-summer 2014, di Karl Lagerfeld, direttore creativo della maison Chanel, sfila al Grand Palais, che puntando come di consueto su un’allestimento scenografico degno di nota, difatti propone una galleria d’arte con opere pop: quadri che ricordano il geniale Jean-Michel Basquiat, istallazioni robot che raffigurano i flaconi del profumo Chanel N. 5, la resa in grande formato della it-bag Chanel 2.55 custodita in una teca o appesa alla parete e la statua di Mao in matéllasé, inconfondibile tessuto della maison.

Ma ciò che non stupisce, al contrario della scenografia, è la collezione dove è evidente la distanza che Lagerfeld ha creato con l’intramontabile stile Chanel; se nella Milano Fashion Week è riuscito a stupire con genialità portando il marchio Fendi verso il futuro con il web design, la maison Chanel caratterizzata dal gusto e dal bon ton non può essere interpretanta e adattata in una visione street style, dove le modelle sono truccate alla Lady Gaga con cenni egizi e pettinate come una Cleopatra dei giorni nostri; e i tailleur, colorati in tweed e bouclè, vengono abbinati al nuovo accessorio firmato Chanel: lo zaino in tela, che dello stile del marchio ha solo il logo. Un accessorio che si rifà al tema artistico è la borsa che ricorda l’astuccio per gli acquerelli, come una cartellina per disegni. Senza dimenticare la nuova interpretazione della collana di perle, formata da un giro rigido di metallo con due perle over all’estremità, che ricordano molto delle cuffie. Ed è proprio questa spasmodica ricerca di innovazione tanto ostentata da Lagerfeld, che rende impossibile la convivenza di nuovi stili con il linguaggio senza tempo di Chanel, uno stile unico che fa del suo passato il suo futuro.

Promossi gli altri accessori: stivaletti con tacco, fatti in calza con la punta in vernice; anelli e bracciali con perle maxi e catene; collane a più fili di perle con l’aggiunta di perle dalla misura over e guanti impreziositi, sempre, da perle che disegnano il logo delle due C.

                   

Edited by Silvia Berardi

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